Aiptasia

Aiptasia - Anemone marino Aiptasia - Anemone marino aquabase.it

L'Aiptasia della famiglia Aiptasiidae (anemoni marini) è un genere di cnidari, con forma di polipo allungato dotato di piede per ancorarsi al substrato, con un disco orale dotato di bocca e tentacoli. Essi possono fungere da armi sia per l’attacco che per la difesa, essendo dotate di speciali cellule urticanti, le nematocisti. Spesso contiene alghe unicellulari dinoflagellate (Symbiodinium), con cui instaurano un legame simbiotico che provvede al nutrimento dell’Aiptasia fornendo zuccheri e lipidi derivati dalla fotosintesi, mentre sono da esso protette e ricavano le sostanze inorganiche di cui hanno bisogno. Si riproduce con facilità in un ampio range di condizioni ambientali per cui è un genere spesso utilizzato nelle ricerche di laboratorio come modelli scientifici. Alcune varietà sono trasparenti altre sono marroncine, nel qual caso significa che la simbiosi sta avvenendo con alghe zooxantelle, come spesso avviene nelle specie che si trovano in acquario.

Informazioni aggiuntive

  • Nome scientifico Aiptasia (genere)
  • Nome comune Anemone di vetro
  • Famiglia Aiptasiidae
  • Provenienza Diffuso praticamente in tutto il mondo, abita acque tropicali e subtropicali, dall’Atlantico occidentale al Pacifico orientale, dal Mediterraneo al Mar Rosso.
  • Dimensioni Altezza 3-4 cm., diametro della corona 4-5 cm., del disco orale 2-3 cm.
  • Temperatura 23°-26°C
  • pH 8.0-8.4
  • Habitat Vive su fondali rocciosi, in zone riparate, o tra le radici delle mangrovie o ancora in mezzo ad alghe, in zone di scarsa profondità, in genere intertidali. Si adatta ad un ampio range di condizioni ambientali.
  • Alimentazione È fotosintetico grazie alla simbiosi con zooxantelle o dinoflagellate. Si nutre anche di zooplancton tramite filtrazione ed altra microfauna catturata grazie ai tentacoli. In acquario si ciba facilmente di cibo per pesci e coralli.
  • Comportamento Si posiziona in genere vicino a fessure nelle quali può ripararsi in caso di pericolo. Può staccarsi dal substrato e nuotare grazie alle ciglia che si muovono a spirale e contrazioni dei muscoli circolari andando a posizionarsi in un luogo differente.
  • Riproduzione Si riproduce sia sessualmente che asessualmente. In quest’ultimo caso, quando le condizioni ambientali sono più sfavorevoli, la riproduzione avviene per la frammentazione di un piccolo segmento distaccato dal piede discoidale che comincerà a crescere e produrre un nuovo polipo, in circa due settimane. In caso di riproduzione sessuata, gli individui rilasciano i gameti in acqua producendo zigoti che diverranno planule (larve capaci di nuotare) che a loro volta aderiranno ad un substrato, metamorfosando in polipo, che dovrà acquisire le alghe simbiotiche.
  • Allevamento in acquario In acquario viene considerato infestante, in quanto provoca stress ai coralli circostanti, nonché talvolta va a pungere pesci o invertebrati coinquilini. Si introduce di solito accidentalmente con le rocce vive e una volta in vasca non sono facili da rimuovere: si possono utilizzare metodi biologici, inserendo animali che se ne cibano (ad esempio Aeolidiella stephanieae o Berghia verrucosa) o metodi chimici.
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